DEFINIZIONI

“Agenti/Procacciatori d’Affari” Soggetti non dipendenti della Società che operano in nome e per conto della Società (principalmente all’estero) in base ad un mandato di agenzia/incarico di procacciatore d’affari.

“Appaltatori” Convenzionalmente s’intendono tutti gli appaltatori di opere o di servizi ai sensi del codice civile, nonché i subappaltatori, i somministranti, i lavoratori autonomi (ivi inclusi agenti e procacciatori d’affari) che abbiano stipulato un contratto con la Società e di cui questa si avvale nei Processi Sensibili.

“Processo/Attività Sensibile” L’insieme di attività e operazioni aziendali organizzate al fine di perseguire un determinato scopo o gestire un determinato ambito aziendale di Tozzi Green S.p.A., in aree potenzialmente a rischio di commissione di uno o più reati previsti dal Decreto, così come elencate nelle Parti Speciali del Modello, indicate anche genericamente e complessivamente come area/e a rischio.

“Capogruppo” Tozzi Holding S.r.l.

“CCNL” Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro.

“Consulenti” Soggetti non dipendenti della Società che agiscono in nome e/o per conto di Tozzi Green S.p.A. sulla base di un mandato o di un altro rapporto di collaborazione.

“Decreto” Il Decreto Legislativo n. 231 dell’8 giugno 2001 (D.lgs. 231/01).

“Delega” L’atto interno di attribuzione di funzioni e compiti nell’ambito dell’organizzazione aziendale.

“Destinatari” Tutti i soggetti cui è rivolto il Modello e, in particolare: gli Organi societari e i loro componenti, i Dipendenti, i Soci Locali, gli Appaltatori, i Fornitori, i Consulenti, i Collaboratori (con particolare riferimento ai lavoratori a progetto ed ai lavoratori somministrati), coinvolti nelle Attività Sensibili, i dipendenti di altre Società del Gruppo, coinvolti nelle Attività Sensibili, nonché i membri dell’Organismo di Vigilanza, in quanto non appartenenti alle categorie summenzionate (si veda anche par. 3.3).

“Fornitori” I fornitori di beni (merci e materiali per la produzione) e servizi (escluse le consulenze), di cui la Società si avvale nell’ambito dei Processi Sensibili.

“Gruppo Tozzi Green” S’intende il Gruppo di Società facente capo a Tozzi Holding S.r.l., benché il logo unico adottato da questo gruppo sia quello di Tozzi Green S.p.A.

“Modello” Il modello di organizzazione, gestione e controllo previsto dal Decreto.

“OdV” L’Organismo di Vigilanza previsto dal Decreto.

“Operazione Sensibile” Insieme di attività di particolare rilevanza svolte da Tozzi Green S.p.A. nell’ambito dei Processi/Attività Sensibili.

“Organo Dirigente” Consiglio di Amministrazione di Tozzi Green S.p.A.

“Process Owner” Il soggetto che per posizione organizzativa ricoperta o per le attività svolte è maggiormente coinvolto nell’Attività Sensibile di riferimento o ne ha maggiore visibilità ai fini del Modello 231.

“Procura” Il negozio giuridico unilaterale con cui la Società attribuisce dei poteri di rappresentanza nei confronti dei terzi.

“Reati” Le fattispecie di reato considerate dal Decreto.

“Soci Locali” S’intendono i partner con cui Tozzi Green S.p.A. costituisce Joint Venture in Italia e all’estero per lo sviluppo del business della Società. I rapporti sono disciplinati dalla stipula di joint venture oppure dalla costituzione di una SPV (società veicolo/società di scopo).

“Società” o “Tozzi Green S.p.A.” o “Tozzi Green” Tozzi Green S.p.A., con sede legale in Ravenna, frazione Mezzano (RA), Via Brigata Ebraica 50, C.F. e numero d’iscrizione Registro delle Imprese 02132890399, Numero REA: RA- 174504.

“Società del Gruppo” Tutte le Società appartenenti al Gruppo facente capo a Tozzi Holding S.r.l., la quale le controlla ai sensi dell’art. 2359 c.c.

PREMESSA

Tozzi Green S.p.A. è una Società che opera nel comparto delle energie rinnovabili occupandosi dello sviluppo di iter autorizzativi per la realizzazione di nuovi impianti, della realizzazione di impianti su base Engineering, Procurement and Construction (EPC) e dell’esercizio e manutenzione degli impianti quale Operation and Maintenance (O&M) contractor di impianti di tipo idroelettrico, eolico, fotovoltaico, a biomassa e a biogas, per la produzione e vendita di energia, offrendo altresì servizi di Asset Management (ivi inclusa la gestione della contrattualistica e della rendicontazione).

Il Consiglio di Amministrazione di Tozzi Green (di seguito anche la “Società” o “Tozzi Green”), nella riunione del 4 febbraio 2013, ha approvato il “Modello di organizzazione, gestione e controllo” ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231, recante la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’art. 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300”.

Successivamente, il Modello è stato rivisto ed aggiornato nel corso del 2016, del 2019 e successivamente del 2021 e approvato nella presente versione con delibera del Consiglio di Amministrazione del 23 dicembre 2021.

Contestualmente all’adozione del Modello, il Consiglio di Amministrazione ha nominato uno specifico organismo, denominato Organismo di Vigilanza, al quale ha conferito i compiti di vigilanza e controllo previsti dal Decreto medesimo.

STRUTTURA DEL MODELLO

Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo di Tozzi Green è costituito da una “Parte Generale” e da più “Parti Speciali” (come meglio specificato infra) e dai documenti di volta in volta richiamati nel testo del Modello e da considerarsi parte integrante del Modello stesso.

Nella Parte Generale, dopo un richiamo ai principi del Decreto (Capitolo 1), viene rappresentata la metodologia utilizzata per sviluppare il Modello (Capitolo 2), successivamente vengono illustrate le finalità e la natura del Modello, descritte le modalità di intervento e modifica dello stesso (Capitolo 3), le componenti del sistema di controllo preventivo (Capitolo 4), le caratteristiche e il funzionamento dell’OdV (Capitolo 5), le modalità di diffusione del Modello (Capitolo 6) e il sistema disciplinare legato ad eventuali infrazioni dei principi sanciti dal Modello (Capitolo 7).

La Società ha ritenuto di avviare il percorso di adeguamento al D.lgs. 231/01 svolgendo le attività di Control & Risk Self Assessment e Gap Analysis (di seguito anche CRSA), con riferimento alle seguenti famiglie di reato:

  • Reati contro la Pubblica Amministrazione;
  • Reati in materia di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento;
  • Reati contro l’industria e il commercio;
  • Reati societari, ivi incluso il reato di corruzione tra privati ed istigazione alla corruzione tra privati;
  • Delitti contro la personalità individuale, con specifico riferimento al reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro;
  • Reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi e gravissime commessi con violazione delle norme a tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro;
  • Reati di ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita nonché autoriciclaggio;
  • Reati in violazione del diritto d’autore;
  • Reato d’induzione a non rendere dichiarazioni ovvero a rendere dichiarazioni mendaci all’Autorità Giudiziaria;
  • Reati in materia ambientale;
  • Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare e reati in materia di immigrazione clandestina;
  • Reati tributari;
  • Reati di contrabbando.

riservandosi in un secondo momento di valutare l’estensione di tale CRSA anche ad altre fattispecie di reato richiamate dal Decreto.

Sulla base di tale preliminare valutazione e delle risultanze delle attività di CRSA sono state quindi sviluppate tante “Parti Speciali” dedicate ad ognuna delle suddette famiglie di reato, aventi lo scopo di:

  • Fornire ai Destinatari una rappresentazione del sistema di organizzazione, gestione e controllo della Società, nonché un’esemplificazione circa le modalità di commissione dei reati nell’ambito di ciascuna Attività Sensibile;
  • Indicare ai Destinatari i principi di comportamento, le regole di condotta generali e le prescrizioni specifiche a cui devono attenersi nello svolgimento delle proprie attività.

Parte integrante del Modello è la documentazione elaborata all’esito delle attività di Control & Risk Self Assessment e Gap Analysis.

PARTE GENERALE

1. IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001

1.1.1 CARATTERISTICHE FONDAMENTALI E AMBITO DI APPLICAZIONE

Il Decreto introduce e disciplina la responsabilità amministrativa da reato degli enti. Il Decreto, che dà attuazione alla normativa di origine comunitaria sulla lotta contro la corruzione, ha innovato il nostro ordinamento, che non conosceva, fino al 2001, forme di responsabilità penale o amministrativa per i soggetti collettivi, i quali potevano al massimo essere chiamati a pagare, in via solidale, le multe, ammende e sanzioni amministrative inflitte ai propri rappresentati legali, amministratori o dipendenti. Dal 2001 a oggi, il Decreto è stato oggetto di continui aggiornamenti, volti ad estenderne progressivamente l’ambito di applicazione, mediante l’introduzione di nuove categorie di reato presupposto, come si vedrà al successivo paragrafo 1.2.

L’ambito di operatività del Decreto è piuttosto vasto e colpisce tutti gli enti forniti di personalità giuridica, le società, le associazioni anche prive di personalità giuridica, gli enti pubblici economici, gli enti privati concessionari di un pubblico servizio. Sono, invece, esclusi lo Stato, gli enti pubblici territoriali, gli enti pubblici non economici, gli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale (per esempio i partiti politici e i sindacati).

La nuova responsabilità attribuita agli enti si fonda sul seguente modello punitivo: il legislatore individua alcune tipologie di reati, i cui autori sono sempre persone fisiche, che possono essere commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente; individua poi un particolare legame tra autore del reato ed ente, tale per cui si possa desumere che l’autore del reato abbia agito nell’ambito delle attività svolte per l’ente; fa derivare dal legame tra persona fisica-ente e dal legame tra reato-interesse/vantaggio dell’ente una responsabilità diretta di quest’ultimo; sceglie un particolare sistema punitivo per l’ente, che prescinde da quello comunque applicabile alla persona fisica.

La responsabilità dell’ente sorge quindi se:

  • È commesso un reato a cui il Decreto collega la responsabilità dell’ente;
  • Il reato è stato commesso da un soggetto che ha un particolare legame con l’ente;
  • Esiste un interesse o un vantaggio per l’ente nella commissione del reato.

La natura di questa nuova forma di responsabilità dell’ente è di genere misto. Essa può definirsi come una responsabilità che coniuga i tratti essenziali del sistema penale con quelli del sistema amministrativo. L’ente risponde di un illecito amministrativo ed è punito con una sanzione amministrativa, ma il meccanismo d’irrogazione delle sanzioni è basato sul processo penale, l’Autorità competente a contestare l’illecito è il Pubblico Ministero e l’Autorità competente ad irrogare le sanzioni è il Giudice penale.

La responsabilità amministrativa dell’ente è autonoma rispetto a quella della persona fisica che commette il reato e sussiste, quindi, anche se l’autore del reato non è stato identificato o se il reato si sia estinto per una causa diversa dall’amnistia.

La responsabilità dell’ente, in ogni caso, si aggiunge e non sostituisce quella della persona fisica autrice del  reato.

1.1.2 FATTISPECIE DI REATO INDIVIDUATE DAL DECRETO E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI

La responsabilità dell’ente sorge nei limiti previsti dalla legge. Il primo e fondamentale limite consiste nel numero chiuso dei reati per i quali l’ente può essere chiamato a rispondere. Ciò significa che l’ente non può essere sanzionato per qualsiasi reato commesso nell’ambito dello svolgimento delle sue attività, bensì soltanto per i reati selezionati dal legislatore ed espressamente indicati dalla legge. Il Decreto, nella sua versione originaria e nelle successive integrazioni, indica agli artt. 24 ss. i reati (c.d. reati presupposto) che possono far sorgere la responsabilità dell’ente.

Il limite all’applicabilità del Decreto ai soli reati presupposto è logico e comprensibile: non avrebbe senso punire l’ente per la commissione di reati che non hanno alcun legame con la sua attività e che derivano unicamente dalle scelte o dagli interessi della persona fisica che li commette. Si tratta di categorie di reati molto diverse tra loro. Alcuni sono tipici ed esclusivi dell’attività d’impresa; altri, invece, normalmente esulano dall’attività d’impresa vera e propria, e attengono alle attività tipiche delle organizzazioni criminali.

Alla data di approvazione del presente Modello, i reati presupposto previsti dal Decreto appartengono alle categorie di seguito indicate:

Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (artt. 24 e 25):

  • Malversazione a danno dello Stato (art. 316-bis c.p.);
  • Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (art. 316-ter c.p.);
  • Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art. 640, comma 2, n.1, c.p.);
  • Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.);
  • Frode informatica a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.);
  • Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.);
  • Frode ai danni del Fondo europeo agricolo (art. 2 L. 898/1986);
  • Concussione (art. 317 c.p.);
  • Corruzione per esercizio della funzione (artt. 318 c.p.);
  • Corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.);
  • Circostanze aggravanti (art. 319-bis c.p.);
  • Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.);
  • Induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater c.p.);
  • Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320 c.p.);
  • Pene per il corruttore (art. 321 c.p.)
  • Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.);
  • Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri delle Corti internazionali o degli organi delle Comunità europee o di assemblee parlamentari internazionali o di organizzazioni internazionali e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri (322-bis c.p.);
  • Traffico di influenze illecite (art. 346-bis c.p.);
  • Peculato (limitatamente al primo comma) (art. 314 c.p.);
  • Peculato mediante profitto dell’errore altrui (art. 316 c.p.);
  • Abuso d’ufficio (art. 323 c.p.).

Delitti informatici e trattamento illecito dei dati (art. 24-bis)

  • Falsità in documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria (art. 491-bis c.p.);
  • Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.);
  • Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.);
  • Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.);
  • Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.);
  • Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quinquies c.p.);
  • Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.);
  • Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro Ente Pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.);
  • Danneggiamento di sistemi informatici e telematici (art. 635-quater c.p.);
  • Danneggiamento di sistemi informatici e telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.);
  • Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.);
  • Violazione delle norme in materia di Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (art. 1, comma 11, D.L. 21 settembre 2019, n. 105).

Delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter)

  • Associazione per delinquere (art. 416 c.p.);
  • Associazioni di tipo mafioso anche straniere (art. 416-bis c.p.);
  • Scambio elettorale politico – mafioso (art. 416-ter c.p.);
  • Sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.);
  • Associazioni per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309);
  • Delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo, escluse quelle previste dall’articolo 2, comma terzo, della legge 18 aprile 1975, n. 110 (art. 407, comma 2, lett. a), numero 5), c.p.p.).

Reati di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento (art. 25-bis)

  • Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate (art. 453 c.p.);
  • Alterazione di monete (art. 454 c.p.);
  • Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate (art. 455 c.p.);
  • Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede (art. 457 c.p.);
  • Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati (art. 459 c.p.);
  • Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo (art. 460 c.p.);
  • Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo, o di carta filigranata (art. 461 c.p.);
  • Uso di valori bollati contraffatti o alterati (art. 464 c.p.);
  • Contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni (art. 473 c.p.);
  • Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 c.p.).

Delitti contro l’industria e il commercio (art. 25-bis.1)

  • Turbata libertà dell’industria o del commercio (art. 513 c.p.);
  • Illecita concorrenza con minaccia o violenza (art. 513-bis c.p.);
  • Frodi contro le industrie nazionali (art. 514 c.p.);
  • Frode nell’esercizio del commercio (art. 515 c.p.);
  • Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine (art. 516 c.p.);
  • Vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.);
  • Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale (art. 517-ter c.p.);
  • Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517-quater c.p.).

Reati societari, incluso il reato di corruzione tra privati e di istigazione alla corruzione tra privati (art. 25-ter)

  • False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.);
  • Fatti di lieve entità (art. 2621-bis c.c.);
  • False comunicazioni sociali delle società quotate (art. 2622 c.c.);
  • Impedito controllo (art. 2625, comma 2, c.c.);
  • Indebita restituzione dei conferimenti (art. 2626 c.c.);
  • Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art. 2627 c.c.);
  • Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art. 2628 c.c.);
  • Operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.);
  • Omessa comunicazione del conflitto di interessi (art. 2629-bis c.c.);
  • Formazione fittizia del capitale (art. 2632 c.c.);
  • Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art. 2633 c.c.);
  • Corruzione tra privati (art. 2635, comma 3, c.c.);
  • Istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635-bis c.c.);
  • Illecita influenza sull’assemblea (art. 2636 c.c.);
  • Aggiotaggio (art. 2637 c.c.);
  • Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638, commi 1 e 2, c.c.).

Delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico (art. 25-quater)

  • Associazioni sovversive (art. 270 c.p.);
  • Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico (art. 270-bis c.p.);
  • Circostanze aggravanti e attenuanti (art. 270-bis.1 c.p.);
  • Assistenza agli associati (art. 270-ter c.p.);
  • Arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale (art. 270-quater c.p.);
  • Organizzazione di trasferimento per finalità di terrorismo (art. 270-quater.1);
  • Addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale (art. 270-quinques c.p.);
  • Finanziamento di condotte con finalità di terrorismo (art. 270-quinquies.1 c.p.);
  • Sottrazione di beni o denaro sottoposti a sequestro (art. 270-quinquies.2 c.p.);
  • Condotte con finalità di terrorismo (art. 270-sexies c.p.);
  • Attentato per finalità terroristiche o di eversione (art. 280 c.p.);
  • Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi (art. 280-bis c.p.);
  • Atto di terrorismo nucleare (art. 280-ter c.p.);
  • Sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione (art. 289-bis c.p.);
  • Sequestro a scopo di coazione (art. 289-ter c.p.);
  • Istigazione a commettere alcuno dei delitti preveduti dai capi primo e secondo (art. 302 c.p.);
  • Cospirazione politica mediante accordo (art. 304 c.p.);
  • Cospirazione politica mediante associazione (art. 305 c.p.);
  • Banda armata: formazione e partecipazione (art. 306 c.p.);
  • Assistenza ai partecipi di cospirazione o di banda armata (art. 307 c.p.);
  • Impossessamento, dirottamento e distruzione di un aereo (L. 342/1976, art. 1);
  • Danneggiamento delle installazioni a terra (L. n. 342/1976, art. 2);
  • Sanzioni (L. n. 422/1989, art. 3);
  • Misure urgenti per la tutela dell’ordine democratico e della sicurezza pubblica (art. 1 d.l. 15/12/1979, n. 625 conv. con mod. in l. 6/02/1980, n. 15);
  • Convenzione internazionale per la repressione del finanziamento del terrorismo New York 9 dicembre 1999 (art. 2).

Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 25-quater.1)

  • Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583-bis c.p.).

Delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinquies)

  • Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600 c.p.);
  • Prostituzione minorile (art. 600-bis, commi 1 e 2, c.p.);
  • Pornografia minorile (art. 600-ter c.p.);
  • Detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater c.p.);
  • Pornografia virtuale (art. 600-quater.1 c.p.);
  • Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies c.p.);
  • Tratta di persone (art. 601 c.p.);
  • Acquisto e alienazione di schiavi (art. 602 c.p.);
  • Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.);
  • Adescamento di minorenni (art. 609-undecies c.p.).

Abusi di mercato (art. 25-sexies)

  • Abuso di informazioni privilegiate (art. 184 D. Lgs. 58/1998);
  • Manipolazione del mercato (art. 185 D. Lgs. 58/1998).

Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme a tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25-septies)

  • Omicidio colposo (art. 589 c.p.)
  • Lesioni personali colpose, gravi o gravissime (art. 590 c.p.).

Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita nonché autoriciclaggio (art. 25-octies)

  • Ricettazione (art. 648 c.p.);
  • Riciclaggio (art. 648-bis c.p.);
  • Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.);
  • Autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.).

Delitti in materia di strumenti di pagamento diversi dai contanti (art. 25-octies.1)

  • Indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti (art. 493 ter c.p.);
  • Detenzione e diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a commettere reati riguardanti strumenti di pagamento diversi dai contanti (art. 493 quater c.p.);
  • Frode informatica (già punita ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. 231/2001 qualora commessa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o dell’Unione Europea) punita dall’art. 25-octies 1 nell’ipotesi aggravata dalla realizzazione di un trasferimento di denaro, di valore monetario o di valuta virtuale (art. 640 ter, comma 2, c.p.)
  • Ogni altro delitto previsto dal codice penale contro la fede pubblica, contro il patrimonio o che comunque offenda il patrimonio, qualora abbia ad oggetto strumenti di pagamento diversi dai contanti.

Delitti in materia di violazione del diritto d’autore (art. 25-novies)

  • Immissioni su sistemi di reti telematiche a disposizione del pubblico, mediante connessioni di qualsiasi genere, di opere dell’ingegno protette o parte di esse (art. 171, primo comma, lett. a) bis Legge 633/41);
  • Reati di cui al punto precedente commessi su opere altrui non destinate alla pubblicazione qualora ne risulti offeso l’onore o la reputazione (art. 171, terzo comma, Legge 633/41);
  • Abusiva duplicazione, per trarne profitto, di programmi per elaboratore; importazione, distribuzione, vendita, detenzione a scopo commerciale o imprenditoriale o concessione in locazione di programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla SIAE; predisposizione di mezzi per rimuovere o eludere i dispositivi di protezione di un programma per elaboratori (art. 171-bis, primo comma, Legge 633/41);
  • Riproduzione, trasferimento su altro supporto, distribuzione, comunicazione, presentazione o dimostrazione in pubblico del contenuto di una banca di dati; estrazione o reimpiego della banca dati; distribuzione, vendita o concessione in locazione di banca di dati (art. 171-bis, secondo comma, Legge 633/41);
  • Abusiva duplicazione, riproduzione, trasmissione o diffusione in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, di opere dell’ingegno destinate al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi o ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento; opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, multimediali, anche se inserite in opere collettive o banche dati; riproduzione, duplicazione, trasmissione o diffusione abusiva, vendita, cessione o importazione abusiva di oltre 50 copie o esemplari di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi; immissione in un sistema di reti telematiche mediante connessioni di qualsiasi genere, di opere dell’ingegno protette dal diritto di autore, o parte di essa (art. 171-ter, Legge 633/41);
  • Mancata comunicazione alla SIAE dei dati di identificazione dei supporti non soggetti al contrassegno o falsa dichiarazione (art. 171-septies, Legge 633/41);
  • Fraudolenta produzione, vendita, importazione, promozione, installazione, modifica, utilizzazione per uso pubblico e privato di apparati atti alla decodificazione di trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato effettuate via etere, via satellite, via cavo, in forma sia analogica sia digitale (art. 171-octies, Legge 633/41).

Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’Autorità Giudiziaria (art. 25- decies)

  • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.).

Reati ambientali (art. 25-undecies)

  • Inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.);
  • Disastro ambientale (art. 452-quater c.p.);
  • Delitti colposi contro l’ambiente (art. 452-quinquies c.p.);
  • Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività (art. 452-sexies c.p.);
  • Circostanze aggravanti (art. 452-octies c.p.);
  • Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 452-quaterdecies c.p.);
  • Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette (art. 727-bis c.p.);
  • Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto (art. 733-bis c.p.);
  • Scarico di reflui non autorizzati (art 137 comma 2, 3, 5, 11 e 13 del D.Lgs. 152/2006 “T.U.A.”);
  • Attività di gestione non autorizzata di rifiuti (art 256 comma 1, 3, 5 e 6 del D.Lgs. 152/2006 “T.U.A.”);
  • Inquinamento di suolo tale da richiedere interventi di bonifica (art 257 comma 1 e 2 del D.Lgs. 152/2006 “T.U.A.”);
  • Falsificazione dei risultati delle analisi sui rifiuti (art 258 comma 4 secondo periodo del D.Lgs. 152/2006 “T.U.A.”);
  • Traffico illecito di rifiuti (art 259 comma 1 del D.Lgs. 152/2006 “T.U.A.”);
  • Falsità ideologica del certificato di analisi dei rifiuti utilizzato nell’ambito del SISTRI – Area Movimentazione, e falsità ideologica e materiale della scheda SISTRI – Area Movimentazione (art. 260-bis D.Lgs. 152/2006);
  • Violazione ai limiti di emissione in atmosfera e/o inadempienze di quanto prescritto nella autorizzazione alle emissioni (art 279 comma 5 del D.Lgs. 152/2006 “T.U.A.”);
  • Importazione, esportazione o riesportazione, vendita, esposizione per la vendita, detenzione per la vendita, trasporto, anche per conto terzi, o detenzione di esemplari di specie indicate nell’allegato A, appendice I, nell’allegato B e nell’allegato C, parte 1, del regolamento (CEE) n. 3626/82 e ss.mm.ii. (art. 1, commi 1 e 2, 2, commi 1 e 2, e 6, comma 4 della Legge 150/1992);
  • Falsificazione o alterazione di certificati di specie protette CITES (art. 3-bis della Legge 150/1992);
  • Detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili di specie selvatica ed esemplari vivi di mammiferi e rettili provenienti da riproduzioni in cattività che costituiscano pericolo per la salute e per l’incolumità pubblica (art. 6 Legge n. 150/1992);
  • Utilizzo di sostanze lesive dell’ozono elencate in tabella A legge 91/594/CE (art. 3 comma 6 della Legge 549/1993);
  • Inquinamento provocato dalle navi (artt. 8 e 9 del D.Lgs. 202/2007).

Delitti in materia di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare e reati in materia di immigrazione clandestina (art. 25-duodecies)

  • Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (art. 12, comma 3, 3-bis, 3-ter e 5 D. Lgs. 286/1998);
  • Impiego di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno previsto dall’art. 22 del D.Lgs 25 luglio 1998, n. 286, ovvero il cui permesso sia scaduto – e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo – revocato o annullato (art. 22, comma 12, D.Lgs n. 286/98). Le ipotesi aggravate (art. 22, comma 12bis, D.Lgs 286/98) a fronte delle quali diventa applicabile, a norma dell’art. 2 del D.Lgs 109/2012, il D.Lgs 231/2001, riguardano le ipotesi in cui i lavoratori occupati siano (alternativamente):
    • in numero superiore a tre;
    • minori in età non lavorativa;
    • esposti a situazioni di grave pericolo, con riferimento alle prestazioni da svolgere ed alle condizioni di lavoro (art. 603bis, comma 3 del codice penale).

Reati di razzismo e xenofobia (art. 25-terdecies)

  • Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa (art. 604-bis c.p.).

Reati in materia di frode in competizioni sportive, esercizio abusivo di gioco o di scommessa e giochi d’azzardo esercitati a mezzo di apparecchi vietati (art. 25-quaterdecies):

  • Frode in competizioni sportive (art. 1 L. 401/1989);
  • Esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa (art. 4 L. 401/1989).

Reati tributari (art. 25-quinquiesdecies):

  • Dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 D.Lgs. 47/2000);
  • Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art. 3 D.Lgs. 74/2000);
  • Dichiarazione infedele (art. 4 D.Lgs. 74/2020);
  • Omessa dichiarazione (art. 5 D.Lgs. 74/2020);
  • Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8 D.Lgs. 74/2000);
  • Occultamento e distruzione di documenti contabili (art. 10 D.Lgs. 74/2000);
  • Indebita compensazione (art. 10-quater D.Lgs. 74/2020);
  • Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11 D.Lgs. 74/2000).

Reati di contrabbando (art. 25-sexiesdecies):

  • Contrabbando nel movimento delle merci attraverso i confini di terra e gli spazi doganali (art. 282 DPR n. 73/1943);
  • Contrabbando nel movimento delle merci nei laghi di confine (art. 283 DPR n. 73/1943);
  • Contrabbando nel movimento marittimo delle merci (art. 284 DPR n. 73/1943);
  • Contrabbando nel movimento delle merci per via aerea (art. 285 DPR n. 73/1943);
  • Contrabbando nelle zone extra-doganali (art. 286 DPR n. 73/1943);
  • Contrabbando per indebito uso di merci importate con agevolazioni doganali (art. 287 DPR n. 73/1943);
  • Contrabbando nei depositi doganali (art. 288 DPR n. 73/1943);
  • Contrabbando nel cabotaggio e nella circolazione (art. 289 DPR n. 73/1943);
  • Contrabbando nell’esportazione di merci ammesse a restituzione di diritti (art. 290 DPR n. 73/1943);
  • Contrabbando nell’importazione od esportazione temporanea (art. 291 DPR n. 73/1943);
  • Contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291-bis DPR n. 73/1943);
  • Circostanze aggravanti del delitto di contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291-ter DPR n. 73/1943);
  • Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291-quater DPR n. 73/1943);
  • Altri casi di contrabbando (art. 292 DPR n. 73/1943);
  • Circostanze aggravanti del contrabbando (art. 295 DPR n. 73/1943).

Reati transnazionali (art. 10, L. 146/2006)

  • Associazione per delinquere (art. 416 c.p.);
  • Associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.);
  • Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (Dpr 43/1973, art. 291 quater);
  • Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (Dpr 309/1990, art.74);
  • Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (D.Lgs. 286/1998 art. 12);
  • Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria (art. 377 bis c.p.);
  • Favoreggiamento personale (art. 378 c.p.).

Nel mese di luglio 2024 è stata eseguita un’integrazione, volta a comprendere nei reati presupposto alcune ulteriori fattispecie introdotte successivamente all’ultima modifica. Si tratta, in particolare:

  • Art. 512 bis, c.p. – Trasferimento fraudolento di valori – Richiamato nel vigente art. 25 octies.1, del Decreto;
  • Art. 54, d.lgs. 19/2023 – False o omesse dichiarazioni per l’ottenimento del certificato preliminare – Richiamato nell’art. 25 ter, lett. s-ter, del Decreto;
  • Art. 25 quinquiesdecies, comma 1 bis, d.lgs. 231/2001: carattere transfrontaliero di talune fattispecie di reato previste dal d.lgs. 74/2000;
  • Artt. 353, c.p. – Turbata libertà degli incanti – Richiamato dall’art. 24, comma 1, del Decreto;
  • Art. 353 bis, c.p. – Turbata libertà di scelta del contraente – Richiamato dall’art. 24, comma 1, del Decreto;
  • Artt. 518 bis – 518 quattordecies c.p., limitatamente alle fattispecie richiamate dagli artt. 25 septiesdecies e 25 octiesdecies, del Decreto.

L’elenco dei reati presupposto è suscettibile di essere ulteriormente ampliato in futuro.